Bozza da approvare. I prezzi e le condizioni non sono definitivi.
Skillstone AI Act per i dipendenti
Due ore e un quarto perché chi lavora in azienda smetta di incollare dentro ChatGPT cose che non dovrebbero uscire, e impari a controllare quello che l'AI risponde prima di mandarlo a un cliente.
Niente da installare, niente aula, nessuno fermo dal lavoro. Ognuno apre il corso quando ha dieci minuti, da computer o da telefono, e riprende dal punto esatto in cui si era fermato.
Alla fine ogni persona ha un attestato con il proprio nome, il punteggio e la data. L'azienda ha l'elenco di chi lo ha finito e di chi no, con i risultati.
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Tre cose che succedono ogni settimana in un ufficio
Un preventivo incollato dentro un assistente AI per farselo riscrivere meglio. Una risposta convincente su una scadenza di legge, mandata al cliente senza controllarla. Un curriculum passato a un chatbot per avere un riassunto.
Nessuno dei tre voleva fare un danno. Tutti e tre hanno fatto uscire qualcosa che doveva restare dentro, o hanno messo per iscritto qualcosa di falso.
Il corso è costruito su casi come questi: si legge il caso, si prova a cavarsela, e la regola arriva dopo — quando è già ovvia. È il motivo per cui resta in testa dopo due ore invece che dopo due giorni d'aula.
Cosa sa fare chi lo finisce
- Distinguere quello che un'AI generativa sa fare da quello che non sa fare.
- Riconoscere quali informazioni dell'azienda non vanno copiate dentro ChatGPT o un altro assistente AI, e riscrivere una richiesta che le contiene.
- Controllare in due minuti una risposta dell'AI che sembra giusta, e trovare l'errore quando c'è.
- Scrivere una richiesta all'AI che dà un risultato usabile al primo o al secondo tentativo.
- Sapere chi avvisare in azienda quando con un assistente AI succede qualcosa che non doveva succedere.
Perché un'azienda lo compra
Perché l'obbligo c'è. Dal 2 febbraio 2025, se in azienda qualcuno usa l'intelligenza artificiale per lavorare, l'azienda deve attivarsi perché quella persona impari a usarla: come funziona, dove sbaglia, cosa non va fatto. Lo dice l'articolo 4 dell'AI Act, ed è in vigore.
Quello che la legge non fissa è il come: non un monte ore, non un programma di Stato, non un certificato da comprare. Lo decide l'azienda, e deve poter dire cosa ha deciso. Questo corso è un come già pronto, con la prova allegata: due ore e un quarto a persona, un attestato con nome e punteggio, un registro di chi l'ha fatto e quando.
Perché il danno costa più del corso. Un preventivo che esce, un dato di un cliente incollato in un chatbot, una risposta falsa mandata per email: sono cose che succedono per ignoranza, non per malafede, e si fermano spiegando due regole a chi lavora.
Perché non ferma nessuno. Due ore e un quarto in tutto, divise in dodici capitoli da 7 a 12 minuti, senza aula e senza date. Il corso è corto perché la legge chiede di tagliarlo su chi lo fa, non di allungarlo: chi ti propone «il pacchetto di otto ore obbligatorie» ha inventato l'obbligo.
Come si studia
Dopo l'iscrizione ogni partecipante entra con il proprio indirizzo email e una password che sceglie da sé. Nessuno in azienda la conosce, e noi nemmeno.
- Capitoli da 7 a 12 minuti. Si smette a metà e non si perde niente: alla riapertura il corso riparte dal primo capitolo non finito.
- Una barra in cima dice sempre a che punto sei, quanti capitoli mancano e a che percentuale sei arrivato. Chi riprende dopo due settimane non deve ricordarsi niente.
- In ogni capitolo si fa qualcosa, non si legge soltanto. Una domanda, una frase da correggere, una scelta. La risposta arriva subito, con la spiegazione, senza voto e senza bloccare nessuno.
- Tre esercizi pratici, ognuno con una lista di controllo e un esempio svolto bene su un caso diverso, con cui confrontarsi.
- Il quiz finale lo corregge il nostro server e il punteggio si vede subito. Dopo l'invio compare la spiegazione di ogni risposta, anche di quelle azzeccate.
- L'attestato lo emette il sistema appena i 12 capitoli sono completati e il quiz è superato. Nessuno deve correggere niente a mano, e nessuno aspetta.
I due documenti che l'azienda si tiene
Il registro dei completamenti. Nell'area dell'azienda si vede, dei propri dipendenti e solo dei propri: chi ha accettato l'invito, chi ha cominciato, a che capitolo è arrivato, quale percorso ha scelto e come è andato il quiz.
Serve il giorno che qualcuno chiede all'azienda cosa ha fatto per formare chi usa l'AI. Si risponde con nomi, date e punteggi, non con una dichiarazione.
L'attestato di ogni persona, con il nome di chi lo ha preso, il corso, i capitoli completati, il punteggio del quiz, la data e un codice.
Quel codice lo verifica chiunque, da solo. Si apre una pagina del nostro sito, si scrive il codice e si legge se l'attestato è nostro, a quale corso si riferisce, quanti capitoli sono stati completati e con che punteggio. Nessun account, nessuna richiesta a noi, nessuna attesa. Un attestato che si verifica in dieci secondi vale più di un PDF che chiunque può rifare.
La pagina di verifica non mostra il nome della persona, di proposito: chi ha l'attestato in mano il nome ce l'ha già, e noi non diamo il nome di un dipendente a chiunque provi un codice.
Programma
Parte comune, 93 minuti, uguale per tutti.
| # | Capitolo | Minuti |
|---|---|---|
| 1 | Cos'è un'AI generativa, e cosa non è | 10 |
| 2 | Gli strumenti che si trovano al lavoro: ChatGPT, Copilot, Gemini, Claude | 8 |
| 3 | Perché si fa questo corso | 7 |
| 4 | Le informazioni che non vanno copiate dentro un assistente AI | 12 |
| 5 | Esercizio: riscrivere una richiesta togliendo quello che non deve uscire | 12 |
| 6 | Perché l'AI inventa, e come si controlla una risposta in due minuti | 12 |
| 7 | Esercizio: trovare l'errore in tre risposte dell'AI | 12 |
| 8 | Chiedere bene: quattro cose che cambiano il risultato | 12 |
| 9 | Quando qualcosa va storto: cosa fare e chi avvisare | 8 |
Poi 32 minuti su misura. Al primo accesso ognuno sceglie uno dei due percorsi e fa solo quello. Tre capitoli: 10 + 10 + 12 minuti.
| Percorso | Chi lo sceglie | Tre capitoli su |
|---|---|---|
| A | Chi usa l'AI tutti i giorni | I lavori in cui conviene usarla e quelli in cui no; i testi che si ripetono nel proprio mestiere; un esercizio su un compito vero |
| B | Chi la usa di tanto in tanto | Leggere e riassumere un documento lungo; cercare informazioni senza farsi ingannare; un esercizio su un documento del proprio lavoro |
Quiz finale: 10 domande, 10 minuti. Si passa con 7 risposte giuste su 10, e si può ripetere.
In tutto: 93 + 32 + 10, cioè 135 minuti, le due ore e un quarto scritte in cima.
A chi serve
Serve se in azienda qualcuno usa un assistente AI nel lavoro, anche solo per scrivere email. Vale per le aziende di qualsiasi dimensione e per gli uffici pubblici.
Si parte da zero. Il corso è scritto per chi non ha mai aperto un assistente AI in vita sua: nessuna competenza tecnica, nessun corso da fare prima.
Nessuna spesa oltre al corso. Serve un computer o un telefono con internet, e basta: gli esercizi si fanno con la versione gratuita di un assistente AI qualsiasi, o con quello che l'azienda ha già attivato.
Chi invece deve scegliere quali strumenti di AI comprare, o scrivere il regolamento interno sul loro uso, ha bisogno di un altro corso, che non è ancora nel nostro catalogo.
Cosa chiede la legge, in parole normali
L'articolo 4 dell'AI Act riguarda le aziende e gli enti che usano l'intelligenza artificiale nel lavoro. Chiede di attivarsi perché chi la usa impari a usarla: cosa sa fare, dove sbaglia, quali rischi porta. Il regolamento chiama questo attivarsi «adottare misure», e un corso è una di quelle misure.
Vale anche se in azienda nessuno sviluppa software. Basta che qualcuno apra ChatGPT, Copilot, Gemini o Claude per scrivere un'email, riassumere un documento o tradurre. Non è una nostra lettura, lo scrive la Commissione europea: domande e risposte sull'alfabetizzazione.
L'obbligo vale dal 2 febbraio 2025. Nel luglio 2026 l'articolo 4 è stato riscritto e alleggerito, ma è rimasto in vigore. Qui c'è il testo di oggi: il materiale scritto prima di quella data è vecchio.
Il legislatore europeo, quando ha alleggerito l'articolo, ha scritto anche perché la formazione conviene lo stesso:
l'alfabetizzazione in materia di IA dovrebbe essere una priorità strategica, indipendentemente dagli obblighi normativi e dalle possibili sanzioni.
— Considerando 8 del regolamento (UE) 2026/1744
Tradotto: un dipendente che sa usare bene ChatGPT o Copilot conviene all'azienda anche senza un obbligo.
E funziona anche al contrario. Quando un'autorità decide una sanzione per una violazione dell'AI Act, deve guardare cosa l'azienda aveva fatto per evitarla — il regolamento lo chiama «misure tecniche e organizzative» (articolo 99, paragrafo 7). Una formazione fatta e documentata è una di quelle cose, e il registro dei completamenti è come la si dimostra.
Quello che altri promettono e noi no
Tre cose, perché tu sappia cosa stai comprando e cosa no.
Il corso è una delle misure che l'azienda adotta, non l'adempimento intero. Formare chi usa l'AI resta un compito dell'azienda, e quanto basti lo decide lei sul suo caso. Chi ti scrive «ti mettiamo in regola con l'AI Act» ti sta promettendo una cosa che l'articolo 4 esclude con queste parole: l'obbligo «non impone ai fornitori o ai deployer di garantire un livello specifico di alfabetizzazione in materia di IA per alcuna persona».
Il nostro è un attestato di frequenza con verifica di apprendimento superata, e lo chiamiamo con il suo nome. La «certificazione delle competenze» è un'altra cosa, definita dal d.lgs. 13/2013: la rilascia un ente titolato, autorizzato o accreditato da un ente pubblico — di norma la Regione — e in più accreditato da Accredia. AdCapital S.r.l., che firma i nostri attestati, non è nessuna di queste cose, e non lo scrive da nessuna parte.
Per l'articolo 4 non esiste un ente che certifichi le aziende. Per certi sistemi di AI — quelli che il regolamento chiama ad alto rischio — gli organismi esistono davvero, e in Italia è AgID che li accredita: ma controllano il software, non la preparazione di chi lo usa.
Se ti offrono una «credenziale europea», la domanda da fare è una sola. Esiste un formato della Commissione europea per i titoli digitali, e una firma elettronica riconosciuta in tutta l'Unione: sono cose vere, e chiunque abbia una firma elettronica può usarle, noi compresi. Ma dicono chi ha emesso il documento e che nessuno l'ha modificato, non quanto vale il titolo. Quindi non chiedere chi ha istituito il formato, che è una domanda a cui sanno rispondere: chiedi chi li ha accreditati a valutare le competenze, e da quando.
Per te, o per la tua azienda
Se lo compri per te, compri il corso intero: i dodici capitoli, i tre esercizi, il quiz corretto dal server con la spiegazione e l'attestato a tuo nome, con il codice che chiunque può verificare. Lo finisci da solo, senza parlare con nessuno, e non c'è niente da aggiungere.
Se lo compri per i tuoi dipendenti, ci sono in più le cose che servono a te e non a loro: il registro dei completamenti, i risultati per partecipante, e il report a chi segue la formazione in azienda. Su richiesta prepariamo gli esercizi sui documenti e sui processi della tua azienda, e quello si concorda nel preventivo.
Il prezzo non è ancora pubblicato in nessuno dei due casi.
Il prezzo
Il listino non è ancora pubblicato, quindi su questo sito il prezzo non c'è, né qui né altrove.
Un'azienda compra il corso e invita i propri dipendenti indicando la loro email. Il conto si fa a posti: un posto è una persona iscritta, e il prezzo del singolo posto scende quante più persone sono nello stesso ordine.
Chiedi un preventivo dicendo quante persone sono. Rispondiamo entro due giorni lavorativi, con il prezzo per iscritto.
Domande frequenti
Questo corso mette la mia azienda in regola con l'AI Act? È una delle misure che l'azienda adotta, e la più semplice da dimostrare. L'articolo 4 obbliga chi usa l'AI nella propria attività: per i dipendenti di un'azienda l'obbligo è dell'azienda, per i nostri è nostro. Quanto serva dipende dal caso: quali strumenti di AI si usano, chi li usa e per fare cosa. Noi diamo la formazione e i documenti che dicono chi l'ha fatta; se basti lo decide l'azienda, e conviene farlo vedere a un legale.
Quante ore di formazione sono obbligatorie? La formazione è obbligatoria, il monte ore no: la legge la misura su quanto le persone già sanno e su come useranno l'AI. Per questo il corso è corto e ha due percorsi diversi nella seconda parte. Chi propone «il pacchetto di otto ore obbligatorie» ha inventato quel numero.
Serve un attestato per legge? L'attestato in sé non è imposto, e lo scrive il Q&A della Commissione europea aggiornato al 27 luglio 2026. Quello che serve è poter dimostrare cosa si è fatto, e l'attestato è il modo più semplice: nome, punteggio, data, codice verificabile. Senza, resta la parola dell'azienda.
Ho letto che l'obbligo è stato tolto. È stato alleggerito, non tolto. Nel luglio 2026 l'articolo 4 è stato riscritto: oggi chiede all'azienda di attivarsi perché le persone imparino, non di garantire che abbiano imparato. Resta in vigore, e le autorità nazionali lo controllano.
Cosa rischia un'azienda che non fa niente? Non diamo una cifra, e diciamo perché. Le sanzioni con gli importi grandi che girano sui siti riguardano altre violazioni dell'AI Act, non l'obbligo di formazione. Per l'articolo 4 non esiste un importo europeo: le sanzioni le stabilisce ogni Stato. Cosa abbia stabilito l'Italia per questo obbligo non lo scriviamo, perché non l'abbiamo verificato, e un numero che non abbiamo letto non lo mettiamo in pagina. Chi lo mostra grande accanto alla formazione sta vendendo paura.
Il corso è per tutti i dipendenti o solo per alcuni? Per chi usa o userà un assistente AI nel lavoro. La legge copre il personale e chiunque usi quei sistemi per conto dell'azienda, quindi anche i collaboratori esterni e i consulenti.
Chi vede i risultati dei dipendenti? Li vede l'azienda che ha comprato i posti, e nessun'altra. La persona indicata come referente vede chi ha completato il corso, quando, con quale punteggio e quale percorso. Non vede il testo di quello che i partecipanti scrivono negli esercizi.
Ai partecipanti lo diciamo noi, nell'informativa che leggono al primo accesso. Avvisare i dipendenti prima che comincino tocca invece al datore di lavoro: le norme sul lavoro lo chiedono a lui, non a chi fa il corso. Se non è mai stato fatto, conviene parlarne con un consulente del lavoro.
Il corso si aggiorna quando cambia la legge? Sì, e senza costi in più. Questa materia è cambiata una volta in diciotto mesi. Rivediamo il corso almeno ogni sei mesi, e ogni capitolo che parla di legge porta la data dell'ultimo controllo.
Con quali strumenti si fanno gli esercizi? Con quelli che l'azienda ha già, o con la versione gratuita di uno qualsiasi. Il corso non vende e non consiglia un prodotto: nomina ChatGPT, Copilot, Gemini e Claude, e insegna regole che valgono con tutti e quattro.
Chi ha scritto il corso? Skillstone, con l'aiuto di un'intelligenza artificiale e la revisione di una persona. Lo scriviamo perché un corso che insegna a usare l'AI con giudizio non può nasconderlo. Le parti sulla legge sono costruite sul testo italiano del regolamento, citato parola per parola, e sul Q&A della Commissione europea. Non su riassunti trovati in giro.
Si può provare prima di comprarlo per tutti? Sì. Su richiesta apriamo il corso intero a una persona dell'azienda, gratis. Quella persona lo fa dal primo capitolo all'attestato, poi l'azienda decide. Si chiede insieme al preventivo.
Si può avere un rimborso? Chi compra come persona, non come azienda, ha quattordici giorni per cambiare idea senza dover dire perché: è il diritto di recesso del Codice del consumo. Come si esercita sta nelle condizioni del servizio. Una cosa da sapere prima di ordinare: chi chiede di entrare nel corso subito, senza aspettare i quattordici giorni, perde quel diritto. Lo chiediamo con una casella a parte, e non la spuntiamo noi.
Chi compra con partita IVA non ha il recesso per legge. Cosa succede in caso di annullamento sta scritto nel preventivo, prima della firma.
Come si comincia
Per i dipendenti di un'azienda: chiedi un preventivo dicendo quante persone sono. Rispondiamo entro due giorni lavorativi con prezzo, tempi e l'elenco dei documenti che l'azienda si tiene: attestati e registro.
Per un posto solo: apri la pagina d'acquisto. Il prezzo al pubblico non è ancora fissato, quindi da lì oggi parte una richiesta e rispondiamo noi.
Per una domanda prima di decidere, scrivi a dpo@adcapital.it. Skillstone è un marchio di AdCapital S.r.l., Via Alessandro Trotter 3, 00156 Roma, P. IVA 11372821006.